14139331_1183836571659686_1513939627_oVioletta Valery e Giorgio Germont: questi potrebbero essere i secondi nomi di Jessica Nuccio e Simone Piazzola, due stelle del firmamento della lirica. Tuttavia stavolta Violetta ha scelto di amare Germont Padre ed infatti il 18 agosto Jessica e Simone hanno coronato il loro amore e si sono sposati. La sera del 26 agosto ci sarà un altro importante evento: il debutto in un’opera completa di Simone Piazzola all’Arena di Verona, con “Il Trovatore”. Pochi giorni prima mi hanno accolto in casa loro e con grande gentilezza e ironia hanno risposto alle mie domande…..

Innanzitutto come ti sei avvicinata al canto lirico?
Jessica: Io ho sempre cantato e l’amore per la lirica è arrivato in un secondo momento. A quel punto ho iniziato lo studio del violino, il conservatorio e il liceo musicale. Penso che la fiamma per il canto lirico sia sempre stata viva dentro di me. Ho sempre voluto fare la cantante lirica. Ho vinto il primo concorso “Marcello Giordani”, dove mi sentì Fortunato Ortombina, il sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia, che mi volle per “La Traviata” e da lì tutto ha avuto inizio…

 

jn-siteInvece Jessica, la tua voce sembra avere più anime e abbraccia personaggi verdiani di diversa consistenza, come Violetta, Desdemona e Oscar….come riesci a bilanciare questi tuoi due lati?
La mia voce non è quella di un soprano leggero, ma una vocalità di lirico pieno, pur avendo una grande facilità nei sovracuti. Mi trovo comoda in più range diversi. Ovviamente ogni ruolo ha delle sue difficoltà che vanno affrontate.

Il mese scorso hai debuttato il ruolo di Desdemona al Macerata Opera Festival, come ti sei trovata in questo ruolo qual è stata l’emozione di affrontarlo per la prima volta?
Mi sono innamorata di questo ruolo. Tutti aspettavano la mia prova con ansia e curiosità, ma tutto è andato benissimo, il pubblico e anche la critica hanno apprezzato…

 

otello-nuccio-foto-macerata-opera-festivaltabocchiniLa Traviata è la vostra opera (Jessica e Simone Piazzola, ndr), quella che vi ha visto protagonisti tante volte insieme….come vedi i vostri rispettivi ruoli?
J: Più passano gli anni e più alcune sfumature sia vocali che psicologiche di Violetta mi sembrano più raggiungibili e più facili in un certo modo. Verdi in generale ogni volta che ci si rimette a studiarlo è una scoperta: scopri passaggi di cui non ti eri accorta prima, sfumature che non avevi notato. Traviata è sempre nel cuore.

Come preparate un nuovo ruolo?
J: Abbiamo due modi un po’ diversi. Io oltre ad essere una cantante, sono mamma e donna di casa, per cui mi impegno sempre per trovare nell’arco di una giornata o della settimana, un momento per andare a studiare. Vado dal pianista e cominciamo a ripetere e guardiamo il ruolo, anche nelle sue difficoltà tecniche, che poi affronto da sola nel mio studio quotidiano, per poi tornare dallo spartitista a fargli sentire. Quando conosco musicalmente bene il ruolo vado dalla mia insegnante e con lei ricominciamo a studiare parola per parola e tutti i momenti musicali, finchè non arrivo in teatro a possedere la sicurezza necessaria.

jessica-nuccio-ne-la-traviata-di-giuseppe-verdi-al-teatro-la-fenice-di-venezia-00144821-001Jessica, hai recentemente fatto il tuo debutto al Teatro alla Scala, qual è stata l’emozione e quali sono state le difficoltà di portare in scena “La cena delle beffe” di U. Giordano, un’opera di rara esecuzione?
J: Difficoltà direi nessuna, ovviamente tantissima emozione. La Scala è sempre stato un grande sogno e finalmente si è avverato. Ora sogno di ritornarci…. La fortuna è stata avere un regista bravissimo (Mario Martone), un direttore stupendo (Carlo Rizzi), e dei colleghi meravigliosi con cui ci siamo frequentati anche fuori dalle prove. E’ stata una produzione serena. La parte di Lisabetta l’avevo studiata benissimo e mi ha entusiasmato interpretare una donna di mafia nello spettacolo pensato da Martone.

Ormai sei diventata una beniamina del pubblico del Macerata Opera Festival, nel quale hai portato la tua Violetta, la tua Gilda e infine Desdemona….quali sono le difficoltà di cantare in uno spazio così particolare e all’aperto?
J:
A Macerata c’è un ritorno della voce stupendo. I problemi arrivano con il vento che porta la voce dove vuole e porta via anche il suono dell’orchestra. Ciò vuol dire che bisogna stare molto attenti al direttore d’orchestra e non perdere mai il contatto con lui. Poi c’è l’umidità che spesso fa da barriera.

284b7e17563840de90da23da27ea7b17Come ti trovi nelle produzioni contemporanee, lontane dalla tradizione?
J: Io mi diverto a mettere in scena quello che mi propongono. Per questo motivo molti registi mi apprezzano e mi richiamano. Henning Brockhaus mi ha fatto molti complimenti per il mio modo di interpretare Violetta nella sua Traviata. Non mi creo il problema di dovermi muovere molto sulla scena. Non credo più al vecchio modo di porsi in scena e nell’idea di teatro del passato. Non è più concepibile il cantante che si piazza immobile sul palcoscenico. E’ anche bello potersi mettere in discussione e alla prova nella recitazione.

Quali sono i ruoli che vorreste affrontare nel futuro?
J:
I ruoli che mi piacerebbe affrontare sono molti: Juliette in “Roméo et Juliette” di Gounod, Giulietta ne “I Capuleti e i Montecchi” di Bellini, “Manon” di Massnet. Amo molto i ruoli che canto e quindi più che altro mi piacerebbe ripeterne alcuni, come Lucia di Lammermoor, che vorrei portarla in Europa, dopo il debutto in Oman e Liù in “Turandot”, un ruolo che mi ha affascinato profondamente. Durante la prossima stagione riprenderò Gilda del “Rigoletto” e Micaela in “Carmen” al Teatro di San Carlo di Napoli. Durante quest’anno ho fatto otto debutti e quindi credo che cercherò di consolidare i ruoli nuovi che ho affrontato.

Fondazione Teatro la Fenice Traviata Regia Robert Carsen Photo ©Michele Crosera

Fondazione Teatro la Fenice Traviata
Regia Robert Carsen
Photo ©Michele Crosera

Da artisti che portano l’Italia nel mondo, quale potrebbe essere la soluzione per risolvere la grave crisi che sta colpendo il mondo della lirica e della cultura nel nostro paese?
J: E le persone che hanno compiuto un errore non andrebbero spostate da un teatro all’altro, perchè così non si risolve alcun problema, ma non si fa altro che spostarlo.
In Italia, rispetto al resto del mondo, la frequentazione dei giovani a teatro è molto bassa….L’Italia da questo punto di vista è ignorante, perchè nelle scuole manca un intervento per diffondere il nostro patrimonio artistico. Io a 13 anni ho visto “La Traviata” in VHS, ma devo dire che nella mia famiglia l’opera non si conosceva, perchè i miei genitori non erano mai stati in teatro. Si deve fare musica nelle scuole, ma non il flauto. Si deve fare cultura, ascoltare a scuola. La musica è terapia per i bambini e crescita.
La domanda che io pongo a chi mi dice che l’opera noiosa è se l’hanno mai ascoltata. Il più delle volte non la conoscono ed è per questo che si esprimono così. Io però concordo con loro in un certo senso….
Rimango convinta che però la scuola debba avere un ruolo fondamentale: nelle nostre scuole non si parla di arte in generale.
Ad una delle recite di “Otello” a Macerata abbiamo portato nostro figlio Diego e siamo rimasti stupiti della sua emozione e della sua capacità di saper applaudire al momento giusto. E’ riuscito a modo suo a capire l’opera e questo è un segno che bisognerebbe coltivare la sensibilità artistica dei bambini fin da subito.

12244442_10206962339809598_4334192973332267728_oSimone farà il suo debutto nel teatro della sua città, ma anche tu Jessica hai cantato nel teatro della tua città natale, il Teatro Massimo….quali sono state le emozioni di quelle recite?
J: Sono stata molto contenta di cantarci, anche se forse è stato il debutto meno sereno della mia carriera, poichè sentivo il peso delle aspettative che aveva la gente che mi conosceva e che mi sarebbe venuta a sentire. Quest’anno tornerò sicuramente più tranquilla e con “La Traviata”, accanto a Simone. Non vedo l’ora di essere nella mia terra e tra la mia gente.

Prossimi impegni…

J: Oltre agli impegni in comune sarò Gilda in “Rigoletto” a Liegi e a Napoli, poi sarò Violetta ne “La Traviata” alla Fenice di Venezia e Micaela in “Carmen” a Napoli.

In bocca al lupo Jessica e Simone e Grazie! 

Francesco Lodola

Intervista realizzata il 12 agosto 2016